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Biomasse

Sin dall’inizio le biomasse sono sempre state impiegate dall’uomo per riscaldarsi, l’utilizzo a scopo energetico produce consistenti benefici a livello ambientale, perchè rientrano fra le fonti rinnovabili in quanto la CO2 emessa per la produzione di energia non rappresenta un incremento dell’anidride carbonica presente nell’ambiente, ma è la medesima che le piante hanno prima assorbito per svilupparsi e che alla morte di esse tornerebbe nell’atmosfera attraverso i normali processi biodegradativi della sostanza organica. L’utilizzo delle biomasse, quindi accelera il ritorno della CO2 in atmosfera rendendola nuovamente disponibile alle piante.

La nostra epoca invece è caratterizzata dall'uso dei combustibili fossili per produrre energia, i quali, oltre ad essere esauribili, producono un impatto negativo sull'ambiente.

Le biomasse vegetali prodotte dal legno e dalle ramaglie dei boschi, sono una fonte energetica  e si considerano:

  • la legna spaccata: la combustione della legna spaccata rappresenta la tecnica tradizionale per ottenere calore dalla biomassa. Abbinata alla moderna tecnologia, tale pratica rappresenta anche una variante molto economica di riscaldamento. Per legna spaccata si intendono pezzi di legna di lunghezza compresa tra i 25 e i 100 cm. Per ottenere la caratteristica di combustione migliore la legna viene accatastata e lasciata essiccare, meglio se per una o due estati.
  • il cippato: nella sua funzione di combustibile il cippato coniuga creazione di ricchezza a livello locale, produzione di calore a basso costo e la comodità di avere un impianto di combustione automatico. Per la produzione di cippato possono essere utilizzati tutti i tipi di scarti di legno non trattato, come ad esempio legno di alberi danneggiati da tempeste, rami ed addirittura scarti provenienti da carpenterie e falegnamerie. Ad occuparsi della produzione e della distribuzione  del cippato sono soprattutto gli agricoltori i quali, dopo un’opportuna fase di essicazione della durata di alcuni mesi, provvedono a tagliare la legna in trucioli. La cura con cui il materiale viene lavorato ed essicato consente uno stoccaggio ottimale del combustibile e contribuisce al corretto funzionamento del sistema di riscaldamento, con un’esigua produzione di cenere ed emissione ridotte al minimo.
  • Pellet: sono prodotti dalla segatura di legno senza aggiunta di sostanze sintetiche. La loro qualità e purezza sono soggette a continui controlli da parte di organismi interni ed esterni. Assolutamente ecologici per quanto riguarda produzione ed impiego, i pellet contribuiscono a creare nuovi posti di lavoro e la loro combustione non causa aumenti della concentrazione di CO2 nell’atmosfera. Oltre a ciò, grazie all’alto potere calorico, alle comode possibilità di fornitura e di magazzinaggio, ecc.., i pellet rappresentano il combustibile ideale per gli impianti di riscaldamento interamente automatici.

In conclusione, le biomasse vegetali, se utilizzate con apparecchiature moderne ed efficienti, costituiscono una fonte di energia:

  • Rinnovabile, perchè viene continuamente riprodotta dagli alberi che crescono utilizzando l'energia solare, al contrario degli altri combustibili (carbone, gasolio, gas) che sono destinati ad esaurirsi;
  • Neutrale, rispetto all'emissione di anidride carbonica nell'atmosfera, perchè la quantità emessa con la combustione è la stessa di quella che è stata assorbita qualche anno prima con la fotosintesi clorofilliana;
  • Economica, perchè il costo è più basso degli altri combustibili e la produzione di biomasse può essere incrementata, senza alcun danno per l'ambiente, inoltre non si è più dipendenti dal sistema, ma si è autonomi senza dover dipendere da nessun mercato.

Infine, l'incremento della produzione di biomasse vegetali è per l'Italia particolarmente importante in quanto, stimolando il rimboschimento e la manutenzione dei boschi, contribuisce a salvaguardare l'equilibrio idrogeologico del territorio e sviluppa l'economia delle zone rurali e montane del Paese, creando nuove opportunità occupazionali.